L'Antoniano si presenta
Martedì 08.10.2013

L'Antoniano si presenta: Stefano

Mostra "Antologica" 1982-2013
di Stefano Bergonzoni
Sala Mostre Antoniano
via Guinizelli, 3 - Bologna

Orari mostra dal 12 al 20 ottobre
Giorni feriali: dalle 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

Stefano Bergonzoni lavora all’Antoniano dal 1997. Decoratore ed attrezzista, si occupa di realizzare le scenografie che vengono allestite all’interno dello Studio Televisivo dell’Antoniano: gestisce tutti i colori destinati alla scena, sceglie le tinte che in rispetto agli esecutivi dati dallo scenografo, li riporta dal vivo. È grazie al lavoro suo e del team in cui opera – è in squadra con altre quattro persone – che prendono vita gli ambienti di tutte le trasmissioni girate all’interno dello Studio Televisivo. E quando la scenografia è realizzata, Stefano veste anche i panni dell’attrezzista, si occupa quindi di realizzare e procurare tutto il materiale che serve per la messa in onda della trasmissione.

Lo intervistiamo proprio nello Studio Televisivo dell’Antoniano, mentre si lavora all’allestimento di una nuova scenografia, quella per “Casa Zecchino” programma per il canale del Digitale Terreste SAT2000, in fase di realizzazione. Nello stesso Studio Televisivo, oltre ad occuparsi anno dopo anno del riallestimento in vista dello Zecchino d’Oro, Stefano ha lavorato a molti progetti di rilievo, tra gli ultimi l’allestimento delle scenografie delle due edizioni di “Adriana Tino e Me” e di “Radio Crock'n Dolls” per i canali DeAKids.

Sotto il calore dei riflettori accesi e tra i colori che donano vita alle pareti di legno grezzo, Stefano ci racconta di come nasce la sua arte, e ci parla di un’iniziativa che lo vedrà protagonista in Antoniano nei prossimi giorni. Da sabato 12 a domenica 20 ottobre, nei locali della Sala Mostre si potrà ammirare una mostra dei suoi dipinti, realizzati dall’inizio degli anni ’80 ad oggi.

“Antologica”, questo è il nome dato all’esposizione, raccoglie il percorso artistico di Stefano, che prende avvio più precisamente tra il 1980 e il 1982 all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione pittura, sotto la guida del professor Pozzati. Nella vita appassionato ed esperto di musica moderna  – a proposito della quale ci rivela: “Penso che Beethoven sia il padre della musica elettronica tedesca anni ‘70” – non si definirebbe un artista poliedrico, “alla fine della fiera, faccio dei quadri”, dice piuttosto di sé.

Stefano ha alle spalle la partecipazione a numerose mostre collettive: a New York, Bologna, Bari, Siena, Ferrara. Il suo è un percorso artistico in progress, una continua evoluzione lungo la quale si scorgono alcuni punti focali fondanti, tematiche ricorrenti che si delineano attraverso le suggestioni colte dall’osservazione delle sue opere.

Si parte dal paesaggio, reso attraverso particolari tecniche pittoriche che vanno dal monocromo, in cui l’immagine appare per sottrazione di colore, fino ad arrivare agli ultimi lavori in cui domina la tonalità dell’oro. Il fondo oro su cui si staglia l’immagine di un paesaggio legato ad un dato temporale, un’ora del giorno, è un cielo di pura fantasia che arriva a rappresentare l’eterno. L’idiosincrasia si scorge in questa particolare mescolanza e pone agli occhi di chi guarda il contrasto tra ciò che è e ciò che è sempre stato e sarà sempre: sotto l’eternità dell’oro, la vita reale del paesaggio.

Oltre il paesaggio il simbolo, che si fa strada nell’immaginario di Stefano assumendo un posto centrale: un simbolo legato alla realtà, che prende posto nel reale. “Simbolo inteso come icona, riassunto di un concetto”, spiega Stefano. È così che un fienile assume i tratti di un tempio greco, nella suggestione notturna della campagna emiliana.

Altro filone imprescindibile all’interno della sua poetica è il tema del viaggio notturno in automobile. I ricordi dei giri in macchina sono a volte scorci di San Giovanni in Persiceto e dintorni, mescolati alle suggestioni notturne che tornano sulla tela ripensati dall’occhio dell’artista. Tra le opere, la più significativa in questo senso e la prima che sarà in esposizione, datata 1982, ritrae due persone di spalle, una alla guida e l’altra di fianco a bordo di una Renault 4, in campagna.

Dal libro La Biologia delle Credenze di Bruce H. Lipton, nasce l’ispirazione per un altro filone:  “tutto è vita che si muove, è tutto vivo anche le pareti di questo studio”. E dunque i livelli di lettura si moltiplicano: l’oro è l’eterno, nell’eternità si forma la vita, una vita in continua trasformazione ed è qui che arriva il paesaggio, quell’ambiente che sa parlare di vita attraverso le sue opere.

Sarà possibile possibile acquistare i quadri in esposizione.

Orari mostra dal 12 al 20 ottobre
Giorni feriali: dalle 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

U. Stampa e Relazioni Esterne:
Cinzia vezzani 3334201946
cinzia_vezzani@yahoo.it



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