Progetto Autonomie: un percorso di gruppo per le autonomie del domani

 

Nella Giornata mondiale della sindrome di Down, ti racconto il progetto Autonomie

Il 21 marzo, Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, è un’occasione importante per guardare più da vicino i percorsi che, ogni giorno, bambini e ragazzi intraprendono verso una vita sempre più piena e autonoma.

Questa giornata ci invita a porci delle domande: quanto è importante costruire contesti in cui ogni bambino o ragazzo possa trovare spazi in cui esprimersi, crescere e sentirsi parte di una comunità?

Da questo sguardo nasce Autonomie, un progetto del Centro Terapeutico di Antoniano nato nel 2015, pensato per supportare bambini e ragazzi con sindrome di Down e con altre fragilità nel raggiungimento di una maggiore indipendenza attraverso un percorso di gruppo guidato da più figure professionali, che solitamente hanno già conosciuto i ragazzi nel lavoro individuale e contribuiscono, ognuna con la propria specificità, a costruire un progetto di lavoro integrato.

Il percorso viene proposto dalle terapeute, Cristina Rozzi e Julie Venturi, psicomotricista e logopedista del Centro, alle famiglie quando all’interno del percorso terapeutico intrapreso, le professioniste del Centro ritengono che il lavoro svolto individualmente possa trovare nuove possibilità di crescita anche nella dimensione del gruppo.

Nel corso degli anni sono stati diversi i gruppi di bambini e ragazzi che hanno partecipato al progetto, ciascuno con caratteristiche, età e bisogni differenti.

Un percorso per crescere insieme

Autonomie si inserisce nel percorso terapeutico dei bambini e dei ragazzi seguiti dal Centro, come un’opportunità per mettere in gioco, insieme agli altri, ciò che ciascuno ha già iniziato a costruire nel lavoro individuale.

Ogni gruppo nasce tenendo conto dell’età dei partecipanti, del percorso già intrapreso e delle competenze acquisite. È uno spazio che si adatta, che cambia, che cresce insieme ai ragazzi. Il progetto evolve con loro, accompagnando i passaggi, le fatiche, le scoperte che fanno parte di ogni fase della crescita.

Accanto al lavoro sulle competenze comunicative, cognitive e relazionali, Autonomie propone esperienze concrete che permettono di allenare capacità preziose nella vita di tutti i giorni: fare piccoli acquisti, preparare una merenda, scegliere un regalo, usare il denaro, imparare a muoversi con più sicurezza in strada fino ad arrivare a prendere i mezzi pubblici. Negli incontri trovano spazio anche attività legate al valore del denaro e all’utilizzo della tecnologia, temi sempre più presenti nella vita quotidiana dei ragazzi.

Sono piccoli gesti che rappresentano conquiste importanti per ciascun ragazzo: scegliere in autonomia, provare, affrontare ciò che non si conosce ancora e, passo dopo passo, sentirsi più sicuri.

Ogni momento che Sara, Amine e gli altri ragazzi e ragazze hanno vissuto in questi anni ha contribuito a costruire nuovi modi di stare con gli altri, di affrontare le situazioni e di riconoscersi capaci.

Il gruppo diventa spazio di crescita

Autonomie nasce dall’esigenza di proseguire il lavoro terapeutico oltre la dimensione individuale, portando competenze già acquisite e creando nuove opportunità dentro uno spazio condiviso, dove la presenza degli altri diventa ricchezza per tutti e tutte coloro che prendono parte al percorso.

Il gruppo ha infatti un ruolo prezioso in questo percorso. È uno spazio di relazione in cui ciascuno può sperimentarsi, mettersi in gioco, osservare l’altro, lasciarsi incoraggiare, trovare il coraggio di provare. È un luogo in cui si costruiscono legami, si condividono emozioni e si rafforza la fiducia in sé stessi attraverso l’incontro con gli altri. Crescere, in questo senso, significa anche poter contare su uno spazio che accoglie i tempi di ciascuno e valorizza ogni passo.

Le uscite, il gioco e i momenti vissuti insieme contribuiscono a questo cammino. Ogni esperienza è pensata per valorizzare capacità e desideri, accompagnando i ragazzi verso una presenza sempre più attiva e serena nella vita quotidiana.

Sono tanti i momenti che parlano anche di espressione personale e di socialità: le uscite fotografiche, in cui ogni ragazzo o ragazza ha scelto un tema raccontando il proprio sguardo sul mondo attraverso le immagini; i giochi da tavolo, che aiutano a cooperare, imparare a s seguire le regole ma anche a gestire le emozioni. Un altro bel momento è stata la partecipazione alla mensa serale del lunedì insieme alle famiglie seguite dall’Area Sociale di Antoniano, questa sperienza è stata per loro una preziosa occasione di relazione, in cui si sono divertiti e hanno fatto nuove amicizie.

Nella Giornata Mondiale della sindrome di Down, parlare di autonomia significa guardare ai percorsi che aiutano bambini e ragazzi a partecipare con più sicurezza alla vita quotidiana, a costruire relazioni e a trovare il proprio spazio nella comunità, non solo per il presente ma soprattutto per il futuro.