Il caldo non è uguale per tutti

Fa più male per chi è solo e in difficoltà

In estate per chi vive in strada trovare acqua e un luogo in cui ripararsi è difficile. Per una persona anziana rimasta sola, il caldo aumenta i rischi per la salute e rende ancora più pesante l’isolamento. Per una famiglia con un reddito fragile accendere un ventilatore o un climatizzatore significa fare i conti con una bolletta più alta.

Le temperature elevate entrano così nella vita delle persone e amplificano difficoltà già presenti.

Nelle ultime settimane testate nazionali e locali, emittenti radiofoniche e televisive hanno dedicato diversi approfondimenti a questo tema, raccontando i dati raccolti da Antoniano attraverso la rete di Operazione Pane e le risposte messe in campo durante i mesi estivi per restare accanto a chi ha più bisogno.

Il caldo aumenta le fragilità

Per chi vive con un reddito basso affrontare il caldo può significare tenere il ventilatore o il condizionatore spento per paura della bolletta. La casa resta calda anche durante la notte, riposare diventa più difficile e aumentano i rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane, i bambini e chi soffre di alcune patologie.

Questa difficoltà prende il nome di “cooling poverty”, “povertà da raffrescamento” e indica la condizione di chi, per ragioni economiche, fatica a mantenere la propria abitazione a una temperatura adeguata e sicura.

Nell’intervista pubblicata da Vanity Fair, fr. Giampaolo, descrive ciò che le città italiane e, di conseguenza, le realtà francescane, incontrano ogni giorno:

«Il caldo funziona come un amplificatore di fragilità già esistenti.

I dati raccolti attraverso la rete italiana di Operazione Pane mostrano che le temperature elevate aggravano le condizioni di povertà in oltre 7 casi su 10. Nei mesi estivi, inoltre, le persone restano spesso in città mentre molti servizi territoriali sospendono le proprie attività. Il rischio di isolamento cresce proprio quando aumenta il bisogno di trovare luoghi freschi e occasioni di incontro.

L’approfondimento di Famiglia Cristiana racconta le richieste e i bisogni raccolte dalla rete: spazi climatizzati, docce, acqua fresca, ascolto, supporto sanitario e aiuto per sostenere il costo dell’energia. A cercare sostegno sono anche le famiglie con bambini, che durante la chiusura delle scuole faticano a trovare attività estive accessibili.

Abbiamo affrontato il tema anche ai microfoni di Radio 24, nella trasmissione “Si può fare”, raccontando le risposte offerte da Antoniano nei mesi più caldi, come racconta fr. Giampaolo nell’intervista:

“Parlare di cooling poverty significa mettere l’attenzione su una situazione che sta impattando sulla vita delle persone, e impatta in maniera diversa in relazione alle risorse che una persona può avere a disposizione.”

Le temperature elevate entrano così nella vita delle persone e amplificano difficoltà già presenti.

Nelle ultime settimane testate nazionali e locali, emittenti radiofoniche e televisive hanno dedicato diversi approfondimenti a questo tema, raccontando i dati raccolti da Antoniano attraverso la rete di Operazione Pane e le risposte messe in campo durante i mesi estivi per restare accanto a chi ha più bisogno.

La porta di Antoniano resta aperta

L’articolo de Il Resto del Carlino entra nel cuore delle attività estive di Antoniano. L’appuntamento con il CineMENSA che offre uno spazio climatizzato in cui trascorrere e condividere del tempo insieme, i Laboratori Migranti, Giocoliamo e RicAmare creano occasioni di incontro e socialità.

Anche Corriere della Sera – Buone Notizie ha dato spazio all’impegno di Antoniano, inserendolo in una riflessione più ampia: il caldo estremo è ormai parte della vita delle città e richiede risposte continuative.

Quando le città si surriscaldano emergono con più forza le fragilità, la povertà energetica e la solitudine. Per questo il nostro compito non si limita a offrire un aiuto materiale, ma significa anche custodire la dignità delle persone e tenere aperti spazi di relazione, ascolto e comunità”», ricorda fr. Giampaolo.

 

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