La povertà in Italia cambia volto
Crescono le fragilità tra lavoratori, anziani soli e persone senza fissa dimoraMilano fa da specchio alle fragilità sociali del nostro Paese: nell’area metropolitana, raddoppiano i working poor e crescono le marginalità estreme. Il confronto tra Antoniano, Caritas Italiana e Croce Rossa in un incontro, in vista della Giornata Mondiale dei Poveri, in cui sono stati presentati i dati dell’Osservatorio di Operazione Pane, per studiare le trasformazioni della povertà e le risposte per contrastarla messe in opera dalle realtà del Terzo Settore.
Milano, 5 novembre 2026 – Si è svolto questa mattina, presso il Centro Sant’Antonio a Milano, l’incontro “I tanti volti della povertà: un dialogo sulle nuove fragilità sociali”, promosso dall’Antoniano di Bologna, con la presenza di alcune realtà francescane della rete di Operazione Pane e la partecipazione di Caritas e Croce Rossa Italiana.
Al centro del confronto, l’aumento del costo della vita e i fattori che incidono sulle nuove forme di vulnerabilità sociale, dai conflitti al cambiamento climatico, che determinano nuovi volti del fenomeno: dai working poor alla cooling poverty.
In vista della Giornata Mondiale dei Poveri, del prossimo 15 novembre, l’incontro ha raccontato le trasformazioni della povertà e le azioni concrete che possono essere messe in atto dalle realtà del Terzo Settore.
L’incontro ha dato voce alle diverse realtà del Terzo settore coinvolte che hanno offerto uno sguardo complementare sulle trasformazioni della povertà, attraverso le esperienze quotidiane maturate sul campo. A portare queste testimonianze sono stati Rocco Pezzullo, Coordinatore dell’Unità Comunicazione e Fundraising di Caritas Italiana, fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano, Maurizio Bonomi, Presidente del Comitato Regionale della Lombardia di Croce Rossa Italiana e fra Luca Volonté, Responsabile del Centro Sant’Antonio di Milano.
A conclusione l’intervento di Chiara Lodi Rizzini, Sociologa e Ricercatrice, specializzata nello studio delle politiche sociali, del welfare e del contrasto alla povertà.
Lavorare non basta: a Milano, quasi un terzo è un working poor
La povertà non scompare quando diminuisce il numero di persone che chiedono aiuto: cambia aspetto, si intreccia con nuove fragilità, coinvolgendo anche chi ha un’occupazione. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio 2026 di Operazione Pane*, secondo cui a Milano le persone singole supportate sono 398 (il 7% delle persone supportate dalla rete di Operazione Pane), un terzo in meno rispetto al 2025. A fronte di questa diminuzione, si registra una crescita significativa dei working poor (+65%), che rappresentano il 12% di tutti i lavoratori in difficoltà aiutati dalla rete di Operazione Pane a livello nazionale. A Milano, questa categoria costituisce oggi il 30% delle persone singole supportate, contro il 17% della media nazionale e il 12% dell’anno precedente.
In aumento anche le situazioni di grave marginalità tra le persone singole che si rivolgono alla mensa francescana meneghina: il 56% è senza dimora, mentre il 33% ha più di 60 anni.
A queste situazioni di difficoltà risponde innanzitutto il sostegno alimentare offerto dalla mensa francescana: nei primi otto mesi del 2026, la mensa di Milano ha garantito in media 82 pasti al giorno, per un totale di 2.132 al mese (+2,5% rispetto al 2025), con un valore donato pari a 8.528 euro al mese.
L’impegno di Operazione Pane non si esaurisce però nella distribuzione dei pasti e si estende ad altri servizi di accoglienza e sostegno, per rispondere alle diverse difficoltà delle persone aiutate. A Milano, tutti i singoli supportati hanno usufruito dello sportello di ascolto, rappresentando il 18% degli utenti di questo servizio a livello nazionale. Un’attività particolarmente importante di fronte a fragilità che non sono soltanto economiche e alimentari, ma che riguardano anche il benessere delle persone: il 6% dei singoli assistiti presenta infatti problematiche legate alla salute mentale.
A queste si aggiungono le necessità legate alla cura e all’igiene personale, a cui risponde il servizio docce, utilizzato dal 31% delle persone assistite e fondamentale per garantire dignità anche nei periodi segnati da temperature elevate, come quelli che hanno caratterizzato l’estate 2026 o inverni particolarmente rigidi.
Contrastare la povertà, una sfida condivisa: il ruolo della rete sociale
A partire dai dati dell’Osservatorio presentati dagli enti del terzo settore, l’incontro, moderato da Stefano Arduini, Direttore di Vita, ha approfondito le trasformazioni della povertà e le risposte necessarie per contrastare le nuove forme di vulnerabilità sociale. Chiara Lodi Rizzini, ha offerto una lettura dei fattori che concorrono a determinare le condizioni di fragilità: “Pesano più crisi che si sommano: inflazione, conflitti in Ucraina, Medio Oriente, crisi climatica, impatto dell’intelligenza artificiale, trasformazioni delle famiglie e una crescente erosione della capacità fiscale e regolativa dello Stato.” ha spiegato. Il punto di vista del mondo dell’assistenza e della solidarietà è stato esaminato da Rocco Pezzullo: “Attraverso i dati e le testimonianze raccolte dalle Caritas diocesane, ci viene restituita la complessità delle povertà e il valore di uno sguardo capace di riconoscere, insieme ai bisogni, le risorse delle persone. Perché la sfida non è soltanto dare risposte alla povertà, ma trasformare le condizione che la rendono persistente e restituire a ciascuno la possibilità di costruire il proprio futuro.” Maurizio Bonomi ha ampliato la riflessione ponendo l’accento sul ruolo delle organizzazioni di soccorso e assistenza: ”Quattro, in particolare, sono le dimensioni di vulnerabilità approfondite dalla Croce Rossa: la solitudine e l’isolamento degli anziani, le crescenti difficoltà economiche di molte famiglie, la povertà energetica e i rischi delle persone coinvolte in conflitti e migrazioni. Attraverso gli obiettivi e i risultati dei progetti realizzati, la Croce Rossa racconta il proprio impegno concreto nel contrasto alle nuove povertà.”
A chiudere l’incontro, fra Luca Volonté che ha concluso raccontando l’esperienza quotidiana di accoglienza e sostegno alle persone con difficoltà.
“La povertà assume forme diverse e coinvolge persone di ogni età e condizione: famiglie in difficoltà, giovani, anziani soli e donne con figli. In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dell’emergenza abitativa, sono sempre più evidenti le fragilità di chi fatica a sostenere le spese quotidiane, talvolta pur avendo un lavoro. Papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri afferma: “I poveri dei nostri giorni sono i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane.” Il nostro compito è costruire risposte concrete, che restituiscano dignità alle persone”, ha commentato Fra Giampaolo Cavalli. “Con Operazione Pane, la rete delle mense francescane e del terzo settore trasforma la solidarietà in un aiuto quotidiano, fatto di accoglienza, ascolto e attenzione ai bisogni di chi vive in povertà”.
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*Metodologia
I dati 2026 si riferiscono al periodo gennaio–agosto 2026 e sono confrontati con lo stesso periodo del 2025. La rilevazione nazionale è stata condotta su un campione di 20 realtà francescane attive sul territorio italiano e appartenenti alla rete di Operazione Pane.
Chi è Antoniano
Antoniano, oggi diretto da Fr. Giampaolo Cavalli, nasce nel 1954 a Bologna dal desiderio di Padre Ernesto Caroli di mettersi al servizio dei più svantaggiati, valorizzando in parallelo il talento dei più giovani. Alla distribuzione di pasti caldi presso la mensa di Bologna e alle attività di sostegno per i più bisognosi, si affiancano lo Zecchino d’Oro (1959) e il Piccolo Coro dell’Antoniano (1963), intitolato alla sua fondatrice Mariele Ventre: due realtà nate dal desiderio di diffondere valori quali solidarietà, accoglienza, fraternità e cura per gli altri e per la terra. Grazie alle attività dello Zecchino d’Oro, di tanti generosi donatori e preziosi volontari, negli anni è stato possibile sostenere i numerosi progetti sociali di Antoniano e ampliare la rete di mense francescane che, in Italia e nel mondo, offrono pasti e cure attraverso la campagna “Operazione Pane”. Attualmente si contano 20 mense nella Penisola, 1 in Siria, 3 in Ucraina e 1 in Romania. Musica e solidarietà trovano spazio anche nelle attività del Centro Terapeutico aperto a Bologna negli anni Ottanta, dove, attraverso un approccio multidisciplinare, si accompagnano e supportano bambini con diverse fragilità per favorirne lo sviluppo fisico e cognitivo. Oltre al Pane per chi è affamato, l’Antoniano realizza diverse iniziative culturali, proponendosi come connettore e strumento di coesione sociale, per riprendere a immaginare il futuro e per farlo come atto di benessere, connessione, cura.
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