Un anno che hai scritto tu

Senza di te tutto questo non sarebbe stato possibile

Un anno che hai scritto tu

Senza di te tutto questo non sarebbe stato possibile

In questa pagina vogliamo raccontarti ciò che abbiamo vissuto, insieme a te, nel 2019. Alcuni lo chiamano «report annuale», ma a noi piace di più pensarlo come un modo per dirti grazie di essere, ogni giorno, accanto a noi. Grazie, perché solo tu ci permetti di scrivere, ogni giorno, una storia nuova.

Non possiamo però parlarti del 2019 senza partire dai primi mesi del 2020. Un anno così strano e difficile che anche tu ci stai aiutando a superare. Ci siamo resi conto che tutti insieme, anche con un gesto piccolo, possiamo fare qualcosa di insostituibile per chi è in difficoltà.

Solo grazie alla tua vicinanza

siamo riusciti a dare un aiuto ancora più prezioso a chi ha bussato alla porta del convento. Insieme, siamo riusciti a non lasciare soli Turi, Balkis, Liliana, e tanti che, come loro, in questo momento sono ancora più fragili.

Il tuo report 2019: Il nostro grazie per te

In queste settimane di lento ritorno alla normalità, voglio ricominciare raccontandoti quello che abbiamo fatto, insieme a te, l’anno scorso. Le persone, le mamme, i papà e i bimbi a cui hai aperto la porta. I pasti caldi che hai messo in tavola, ogni giorno. I bimbi fragili che hai sostenuto nel loro percorso di crescita. Questo racconto, è il nostro grazie per te.  Spero ti farà piacere leggere queste storie, ascoltare la voce di chi, come te, ci è accanto ogni giorno e rende tutto questo possibile.

Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano

Il pasto

La mensa a pranzo

È da qui che Turi e chi come lui ha perso tutto hanno ricominciato

Un pasto caldo per chi è povero e solo in un luogo sereno e sicuro, lontano dalla strada, è il primo passo per ricominciare a vivere. Anziani con una pensione che non basta, donne e uomini senza un lavoro sicuro, giovani che vengono da lontano per dimenticare la fame, la guerra, il dolore in cerca del futuro che non trovano nel loro paese. Ogni giorno, vengono accolti da operatori e volontari, che mangiano con loro, seduti alla stessa tavola, per stare in compagnia e creare con loro un legame di fiducia. Così, la mensa diventa casa e pranzare assieme diventa famiglia.

La voce di Turi

«Quando fuori piove, fa freddo, oppure c’è la neve, so di poter trovare una porta aperta che mi accoglie.

Non devo bussare, ci sono i frati e i volontari che mi invitano ad entrare e mi offrono un pasto in compagnia, che mi riempie la pancia, ma soprattutto mi riscalda l’anima e il cuore. Alla mensa dell’Antoniano, ho iniziato a sentirmi meno solo. So che ogni giorno posso trovare un pasto caldo e qualcuno ad accogliermi con un sorriso.»

Turi, ospite della mensa dell’Antoniano

Lui è Turi e da un po’ di tempo frequenta la mensa dell’Antoniano. Grazie a te, oggi Turi ha ritrovato la forza di mettersi in gioco. Ha un laboratorio creativo tutto suo dove  insegna agli ospiti la sua arte.

La mensa a cena

Il lavoro precario, un passato difficile alle spalle, la fuga da un paese sconvolto dalla guerra. Con tutte queste difficoltà può essere complicato prendersi cura della propria famiglia e dei propri bambini. Proprio per restare accanto a mamme, papà e bimbi in difficoltà, la mensa di Antoniano è aperta anche a cena, ogni lunedì sera. Qui, i genitori possono stare con le altre famiglie, e i bambini possono giocare tra di loro con tutti i giocattoli che portano i volontari.

Seduti a tavola, davanti a un pasto caldo, per gli operatori diventa più semplice entrare in sintonia con genitori e bimbi, ascoltare le loro esigenze per provare, insieme, a ricominciare.

Loredana è una mamma che ha cresciuto tre figli da sola fra tante difficoltà. Tu, hai ridato speranza a Loredana e a tante altre mamme come lei.

Nel 2019 tu hai:

Aperto la porta della mensa tutto l’anno, ogni giorno.

Accolto 401 persone sole e in cerca di aiuto.

 

Garantito 49.504 pasti caldi a pranzo per chi ha fame e non ha da mangiare.

 

Apparecchiato la tavola per 40 famiglie: 40 mamme, 17 papà, 74 bambini garantendo loro 4.32o pasti caldi.

L’Ascolto

Il Centro d’Ascolto

È qui che Balkis e chi come lei ha bisogno possono trovare una voce di conforto e un aiuto concreto

Proprio accanto alla mensa, c’è un luogo in cui chi ha bisogno può sentirsi ascoltato e compreso, ed iniziare così ad immaginare un futuro diverso.
È il Centro d’Ascolto di Antoniano, dove chi è solo e in cerca d’aiuto può trovare una voce amica con cui parlare, un’opportunità di lavoro, un sostegno nelle spese di ogni giorno per provare a ricominciare.

La voce di Balkis

«Quando, una notte, una bomba ha distrutto la nostra casa, io e mio marito Ahmad abbiamo deciso di scappare. In quel momento abbiamo capito che la Siria non era più un luogo sicuro per noi e per i nostri bimbi, Naser e Youssef. Dopo alcuni anni trascorsi in Giordania, siamo arrivati in Italia. A Bologna, siamo stati accolti all’Antoniano che ci ha dato una nuova casa. Naser e Youssef hanno iniziato ad andare a scuola, e ora parlano l’italiano benissimo.  All’Antoniano abbiamo trovato una famiglia, dove ci sentiamo amati per quello che siamo.

Il mio desiderio più grande è che i miei bambini possano crescere sereni. Voglio immaginare per loro un futuro migliore, lontano dalla guerra e dalla fame. Sono contenta che crescano italiani, anche se spero che non dimentichino mai le loro radici.»

Balkis, mamma accolta in uno degli appartamenti di Antoniano

Lei è Balkis insieme ai suoi bimbi, Youssef e Naser. Grazie a te, oggi Balkis e suo marito hanno una nuova vita, lontana dalla guerra.

L’Accoglienza

Le case di Antoniano

Non è facile vivere senza un tetto sotto cui ripararsi, senza un luogo sicuro dove tornare ogni sera. Per chi vive in strada, per chi la notte non ha riparo dal freddo, Antoniano è casa: dal 2012 accogliamo chi non ha un posto dove dormire in diverse strutture a Bologna.

Questa è «Casa Cacciari», la casa che da fine 2019 è pronta ad accogliere 3 famiglie in difficoltà. «Casa Cacciari» è il dono di una sostenitrice, proprio come te. Ha voluto dedicarla alla memoria del marito e donarla a mamme, papà e bambini meno fortunati così che custodisse i ricordi di famiglia più belli come è stato per lei.

Nel 2019 tu hai:

Garantito una casa a 161 persone. Tra queste, ci sono 20 famiglie: 19 mamme, 14 papà e 32 bambini.

Permesso a 50 persone di avere un lavoro e l’opportunità di ricominciare.

Regalato una voce di conforto a 401 persone: donne, uomini, mamme e papà che, grazie a te, hanno ritrovato la speranza.

L’aiuto

Il Centro Terapeutico Antoniano Insieme

È qui che il papà di Nino e tante altre mamme e papà trovano aiuto per i loro bambini

Per ogni bambino, tutti i giorni ci sono tante piccole conquiste: le prime parole da imparare, i primi passi da fare, e poi il primo giorno di scuola. Ma non è sempre facile, e a volte ci sono delle difficoltà.

Per aiutare tutti i bimbi e i loro genitori a superare grandi e piccole fragilità, il Centro Terapeutico Antoniano Insieme dal 1981 propone percorsi di sostegno per tutti i bambini e, grazie al supporto di operatori specializzati, accompagna le mamme e i papà lungo tutto il periodo di terapia dei loro piccoli.

La voce di Antonio, il papà di Nino

«Mio figlio Nino ha da poco compiuto un anno. La sua vita è iniziata in salita: una sofferenza alla nascita gli ha provocato dei danni neurologici che gli rendono difficili anche le funzioni più semplici, come mangiare.

Per questo, ogni lunedì pomeriggio, io e Nino andiamo al Centro Terapeutico Antoniano Insieme, per incontrare Francesca, la logopedista del Centro. Insieme a Francesca, Nino impara a chiudere bene le labbra e ad usare correttamente il cucchiaio per capire l’importanza del cibo e del pasto. Oggi Nino riesce a finire tutta la sua pappa in poco tempo e con piacere, sta imparando anche a capire quali sono i suoi piatti preferiti!»

Antonio, papà di Nino, bimbo seguito dal Centro Terapeutico Antoniano Insieme

Tu, hai aiutato Nino a non vivere più il momento del pasto come il più duro della giornata.  Grazie a te, tanti bimbi come lui imparano ogni giorno a vivere facendo delle loro fragilità un punto di forza e non un limite. Grazie.

Nel 2019 tu hai:

Aiutato i 535 bimbi del Centro a superare le piccole sfide di ogni giorno.

Garantito 7.331 ore di terapia ai bimbi più fragili.

Operazione Pane

È con questo progetto che Liliana e altre persone che hanno bisogno trovano ogni giorno un pasto nelle mense francescane di tutta Italia

Operazione Pane è il progetto che Antoniano promuove dal 2014, per aiutare chi, in Italia, è povero e solo. Operazione Pane sostiene 14 mense francescane in tutta Italia e una realtà francescana in Siria, per aiutarle ogni giorno a garantire pasti caldi, accoglienza e aiuto a chi ha bisogno.

La voce di Liliana

“Vivo a Palermo da quando sono bambina, in un piccolo appartamento del centro città. La mia pensione è molto misera e non mi permette di vivere dignitosamente. Non ho figli o parenti vicini, per questo le bollette, l’affitto, e anche le piccole spese di ogni giorno sono difficili da sostenere. 

Qualche anno fa, ho conosciuto fra Michele della mensa di Palermo: ogni mattina, mi accompagna a messa e la domenica mi viene a prendere per portarmi alla mensa del convento per il pranzo. Da quando frequento la mensa, ho iniziato a sentirmi sicura e meno sola.”

Liliana, ospite della mensa di Palermo, una delle realtà sostenute da Operazione Pane

Lei è Liliana e ha 76 anni. Grazie a te, oggi ha ritrovato la serenità che aveva perduto. Tu hai garantito a Liliana e a tanti altri anziani come lei un pasto caldo in tavola, ogni giorno.

Ascolta  «Più Amore», il regalo che Gaetano Curreri ci ha dedicato, nel video qui a fianco. Alla sua voce, si sono unite amichevolmente quelle di Amara, Mario Biondi e dei bimbi del Coro dell’Antoniano. L’elaborazione musicale è a cura del Maestro Peppe Vessicchio. “Più Amore” sostiene Operazione Pane e canta i valori di pace, amore e solidarietà che ci tengono uniti.

Anche per ricominciare…c’è bisogno di Più amore

Nel 2019 tu hai

Accolto a 7.500 persone che vivono in povertà.

Messo in tavola 1.000 pasti caldi ogni giorno.

Sostenuto 14 mense francescane in tutta Italia e una realtà francescana ad Aleppo, in Siria.