L’accoglienza

L’espressione “casa dolce casa” può sembrare banale ma nella vita di molti risulta tutt’altro che scontata.

Non è facile vivere senza un tetto sotto cui ripararsi, un luogo sicuro dove tornare alla fine della giornata, uno spazio che permetta di costruire e custodire affetti e ricordi. Per questo, dal 2012 con l’inaugurazione del Centro di San Ruffillo e dal 2016 in maniera più articolata, Antoniano mette a disposizione delle persone senza casa alloggi e posti letto per consentire loro di recuperare le forze, l’autonomia e la serenità.

SPRAR – SIPROIMI

Dal 2016, Antoniano accoglie sul nostro territorio uomini, donne e in particolare famiglie con bambini, che arrivano in Italia alla ricerca di nuove opportunità di vita perché costrette ad abbandonare il proprio Paese. Non offriamo loro solo un alloggio, ma anche percorsi di integrazione sociale, legale, sanitaria e di inserimento lavorativo affinché diventino cittadini integrati e partecipi. Gestiamo i progetti in partnership con ArciSolidarietà, su mandato di ASP Città di Bologna e del Ministero dell’Interno, anche tramite progetti speciali dal Medio Oriente.

Housing Led

Dall’unione dei progetti di accoglienza con le attività di ascolto, integrazione e inserimento lavorativo e sociale, nel 2017 è nato il progetto Housing Led di Antoniano. Si tratta di un modello rivolto ai “nuovi poveri”, cioè a quelle persone, e principalmente famiglie, che non riescono ad accedere agli alloggi popolari e che, allo stesso tempo, non hanno un reddito tale da poter sostenere un affitto. Educatori, assistenti sociali, terapeuti e volontari assistono uomini, donne e interi nuclei familiari da un punto di vista abitativo, economico e sociale e li aiutano a essere autonomi e riappropriarsi della propria vita.

Laboratori migranti

L’obiettivo dei Laboratori Migranti è riscoprire l’arte del fare e del conoscere. I laboratori sono gratuiti e aperti a tutti (sia agli ospiti della mensa che a studenti, curiosi, lavoratori, mamme, papà) e offrono molteplici opportunità: imparare una nuova lingua (inglese e italiano per stranieri), conoscere i propri diritti e doveri (supporto giuridico), coltivare una passione (yoga, musica, pittura, artigianato), prendersi cura di qualcosa (l’orto) e produrre strumenti per presentarsi al mondo (redazione del curriculum vitae). L’opportunità migliore, però, è quella di far parte di un gruppo e di una comunità in cui ognuno riceve e offre ricchezza di stimoli e voglia di vivere, in cui ognuno viene accolto con i propri limiti, le proprie capacità e trova spazio e modo per riscoprirsi.

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